16. LA REALTÀ DI MATRIX NON ESISTE. La costruzione del sistema di sfruttamento nel lavoro del turismo culturale

Il testo vuole descrivere, utilizzando volutamente toni che richiamano il racconto distopico, le condizioni in cui le lavoratrici e i lavoratori dei luoghi turistici e culturali della nostra città si trovano immersi, tra illegalità normalizzata e tempo libero sottrattogli.
I luoghi e le situazioni riportate nascono dall’incontro di voci ed esperienze che, incrociandosi, danno vita al racconto, svelando un sistema di soprusi diffuso e strutturale.

NESSUNO È IN GRADO, PURTROPPO, DI DESCRIVERE MATRIX AGLI ALTRI.
DOVRAI SCOPRIRE CON I TUOI OCCHI CHE COS’È

Sono stata assunta dopo un breve colloquio e, dopo un brevissimo addestramento, ovvero un sopralluogo presso le possibili varie postazioni in cui avrei potuto prestare servizio, ho iniziato il mio nuovo lavoro.

Questo nuovo impiego arrivava come una vera opportunità di rottura nella mia vita. Dopo anni di lavori in grigio e in nero, rapporti atipici di ogni tipo e nessuna prospettiva immediata, avevo finalmente un contratto vero! Un part time, ma pur sempre un inizio.

Per i primi mesi sono stata guidata da un cieco ottimismo. Cosa mi avrebbe dovuto preoccupare? Ero quotidianamente avvolta dalla storia e dalla cultura della città e, pur non guadagnando molto, lo stipendio arrivava sempre. D’altronde lavoravo nel turismo, un settore in piena espansione, il motore economico di un paese che ormai non produce più nulla se non “esperienze” per il visitatore.

Nel 2025, con il superamento del milione di arrivi e più di 2 milioni di pernottamenti, ovvero 37mila turisti e 59mila pernottamenti in più rispetto all’anno precedente, Pisa ha visto consolidarsi la sua immagine di città turistica.

In Italia il turismo a fine 2025 ha generato circa 237,4 miliardi di euro di PIL, con una spesa turistica totale di 185 miliardi di euro.

Ero, insomma, immersa nella bellezza e galleggiavo felicemente in quello che viene definito “il petrolio d’Italia”. Ci sguazzavo serenamente dentro, senza capire quanto quel petrolio potesse essere vischioso.

PILLOLA AZZURRA FINE DELLA STORIA. DOMANI TI SVEGLIERAI IN CAMERA TUA E CREDERAI QUELLO CHE VORRAI. PILLOLA ROSSA RESTI NEL PAESE DELLE MERAVIGLIE E VEDRAI QUANT’È PROFONDA LA TANA DEL BIANCONIGLIO

Col passare del tempo la stanchezza e l’insoddisfazione hanno preso il sopravvento. Non capivo cosa, ma qualcosa non andava come avrebbe dovuto.

Guardandomi intorno mi sembrava che i volti sorridenti che mi avevano accolta lasciassero il posto a visi corrugati e disillusi. Dalle loro gole esalavano lamenti e gorgoglii che presto imparai a riconoscere nella mia stessa voce.

Tra il variare periodico di procedure e disposizioni, la modifica continua dell’orario di lavoro in modo unilaterale e la sottrazione di ferie e permessi per coprire i periodi di bassa stagione; tra l’esposizione ad ogni intemperia climatica (dai fiumi di pioggia torrenziali e temperature artiche al caldo asfissiante del deserto) e la strumentazione che a volte funzionava altre volte chissà, i mesi passavano riempiti da quella che potremmo chiamare autoformazione linguistica e storica.

La questione dell’autoformazione è centrale per iniziare a capire. All’atto dell’assunzione non viene richiesta nessuna competenza specifica; possono, in caso, limitarsi ad informarsi sulla tua conoscenza dell’inglese.

In Italia, nel 2023, quasi il 40% dei lavoratori della cultura sono laureati e guadagnano, per il 30%, tra i 5 e i 10 mila euro all’anno. Solo il 6,10% è assunto con il contratto Federculture; i restanti sono inquadrati nei più disparati contratti. Tra questi circa il 24% è assunto con contratto Multiservizi.

Non richiedere e, quindi, non dover riconoscere le competenze acquisite, con lo studio o con anni di esperienza lavorativa, permette di svalutare il ruolo che ricopriamo e di disconoscere, quindi, il valore di ciò che facciamo: valore umano, professionale e, ed è questo il punto, economico.

Non è un caso se in Italia i lavoratori del turismo percepiscono gli stipendi tra i più bassi di Europa. Un comparto di lavoro sottopagato e povero che, è importante tenerlo presente, impiega quasi 5 milioni di persone.

Un lavoratore del turismo guadagna in media 1900 euro mensili netti in Danimarca, 1750 euro in Finlandia, 1500 euro in Svezia, 1350 euro in Germania e 1200 euro in Austria. La Spagna si allinea sui mille euro dell’Italia, mentre vanno peggio solo Portogallo e Polonia (900 euro). Meglio dell’Italia anche la Grecia, dove un operatore del settore prende circa 100 euro in più.

Vorrei inoltre tornare sulla questione di ferie e permessi. Succedeva che, quando il lavoro diminuiva, si scopriva di settimana in settimana chi avrebbe lavorato e chi, invece, sarebbe rimasto a casa: la tradizionale guerra tra poveri che giova solo a chi non è nella battaglia. I giorni di “messa a casa” venivano coperti da ferie e permessi.

È a questo punto che si sono iniziate a materializzare immagini che mi mostravano altro, qualcosa di diverso, da quello che avevo conosciuto fino a quel momento.

MATRIX È OVUNQUE. È INTORNO A NOI. È IL MONDO CHE TI È STATO MESSO DAVANTI AGLI OCCHI PER NASCONDERTI LA VERITÀ

Il Sistema in cui mi sono ritrovata immersa era invisibile, impercettibile. Eppure esisteva, nella misura in cui noi ci adattavamo a lui. Alcuni di noi sono arrivati a vedere un solo colore e ad udire un unico suono; altri mi hanno fatto capire che “una cosa è conoscere il sentiero giusto, un’altra è imboccarlo”. Eppure, doveva esserci un modo per reagire, per ripiegare il sistema ai nostri bisogni, allinearlo ai nostri diritti. Sarebbe stato possibile?

Il tempo passa. La disillusione diviene malumore e, in alcuni casi, si trasforma in rabbia. Non una rabbia cattiva. Una rabbia da budella contorte, da quel pugno nello stomaco che ti sembra di aver preso. La rabbia che nasce quando senti crescerti dentro un senso di ingiustizia a cui non sai dare un nome ma che riconosci, che non è affatto anonima.

Parlare ai colleghi, spiegare come stanno le cose; dirlo al capo, farsi ascoltare. Piegare il Sistema… E poi afferri la realtà: qualcosa che non esiste non può essere piegato. Quando avviene è perché a piegarsi sei tu stesso.

Tutto quello che viviamo quotidianamente in questo posto si basa su premesse fasulle.

Il vortice ricattatorio creato da giorni di riposo soppressi, permessi negati o sottratti, mancanza di lavoro in bassa stagione e, quindi, rischio d’impresa scaricato sulle nostre spalle e lavoro supplementare e festivo non riconosciuto, può travolgerci e scaraventarci lontano se non vediamo un appiglio a cui aggrapparci. Il Sistema è creato per non fornire appigli, per lasciarci sempre in balia, sempre in equilibrio precario, bisognosi di chiedere aiuto e, quindi, ricattabili. E sempre (sempre) disponibili e sorridenti.

CHE COS’È MATRIX? È CONTROLLO. MATRIX È UN MONDO VIRTUALE, CREATO PER TENERCI SOTTO CONTROLLO, AL FINE DI CONVERTIRE L’ESSERE UMANO IN UNA BATTERIA

Il Sistema si appropria delle nostre vite ben oltre le ore giornaliere confinate al lavoro.

Quando ci usano come fonti inesauribili di servizio finché, spremuti troppo, non funzioniamo più come dovremmo e allora, mortificandoci, ci rilegano a poche ore di lavoro.

Quando ci derubano del nostro tempo di vita o lo rintrecciano a proprio piacimento con cambi turno improvvisi, negazione di permessi e non riconoscimento delle ore in più che lavoriamo.

Quando individualizzano i problemi come se fossero di un singolo, negando che il problema è collettivo e strutturale.

Nel tempo ti costruiscono attorno un sistema di regole che ti ingabbia e dal quale non riesci ad uscire. Dal quale non sai di poter uscire.

Finché non vedi con chiarezza che il problema del Sistema è il sistema stesso e che le cose stanno in maniera diversa da quella che ci hanno permesso di conoscere.

La realtà propinata da Matrix non esiste. E’ un’invenzione, creata affinché nelle nostre menti si instauri l’idea che ciò che viviamo sia l’unica alternativa, che non ci sia altro modo. E che l’unica maniera per sopravvivere sia adeguarsi, divenire silenti, immobili, innocui.

Esserne consapevole è il primo passo per uscirne, per sconfiggere il Sistema. Farlo da soli è un tentativo; farlo insieme la nostra possibilità.

È MOLTO PIÙ SEMPLICE SEPPELLIRE LA REALTA’ CHE SBARAZZARSI DEI SOGNI