Le case vuote vanno assegnate: sblocchiamo gli alloggi INPS a Pisa

Giovedì 7 Maggio abbiamo iniziato una raccolta firme con un obiettivo semplice e di buon senso: Di fronte all’enorme bisogno di cittadine e cittadini, le case pubbliche non possono restare vuote, ma devono essere messe a disposizione di chi oggi non riesce a trovare una abitazione dignitosa.

Che questo sia un bisogno vero e sentito dalle le persone lo dimostrano le oltre 70 firme raccolte in poco più di un’ora!

Infatti negli ultimi anni trovare casa a Pisa è diventato sempre più difficile. Per molte persone e famiglie, quello che dovrebbe essere un diritto fondamentale si trasforma in un percorso a ostacoli fatto di attese, rifiuti e condizioni spesso insostenibili.

Le difficoltà colpiscono in modo particolare alcune categorie: chi è straniero si scontra ancora troppo spesso con forme di discriminazione; chi ha figli fatica a trovare soluzioni abitative stabili; chi non ha un contratto a tempo indeterminato viene spesso escluso a priori.

Anche quando si riesce ad accedere al mercato privato i costi sono sempre più elevati: affitti fuori portata, richieste di garanzie bancarie, caparre che possono arrivare fino ai 3000 euro. A questo si aggiunge una forte pressione sul mercato immobiliare cittadino: da un lato la presenza di studenti, dall’altro la diffusione degli affitti brevi e dei bed & breakfast, che riducono ulteriormente il numero di case disponibili per chi cerca una residenza stabile.

Nonostante ricerche su siti e agenzie immobiliari, molte persone restano ad aspettare, senza risposte concrete.

Le case INPS a Pisa

Eppure, di fronte a questa emergenza abitativa, a Pisa esistono numerosi immobili vuoti, tra cui diversi alloggi di proprietà dell’INPS.

I dati parlano chiaro: su 82 unità immobiliari censite, 46 risultano non utilizzate, pari al 56,1% del totale. Più della metà del patrimonio è oggi vuota. Inoltre, 41 immobili (il 50%) sono abitazioni, quindi immediatamente idonee a rispondere al fabbisogno abitativo. Accanto a queste, sono presenti anche 6 unità a uso ufficio (7,3%).

Questo significa che esiste già un numero significativo di spazi recuperabili e destinabili a uso abitativo, ampliando concretamente l’offerta disponibile.

Nel caso specifico degli alloggi INPS, questo squilibrio è ancora più evidente: si tratta di immobili pubblici che dovrebbero essere destinati a finalità sociali, ma che restano inutilizzati.

Il ruolo del Comune e la raccolta firme

Per questo riteniamo necessario un intervento diretto del Comune, che chiediamo si faccia carico di questi immobili prendendoli in gestione nella forma più opportuna. Esistono già strumenti normativi e modelli operativi sperimentati in altre città italiane — come convenzioni, accordi tra enti pubblici e programmi di housing sociale — che consentono di recuperare e assegnare rapidamente gli alloggi inutilizzati, garantendo trasparenza ed equità.

Lasciare queste case vuote è una scelta che non possiamo più accettare, soprattutto mentre tante persone non riescono a trovare un’abitazione dignitosa.

Per questo chiediamo con forza che gli alloggi INPS sfitti vengano resi disponibili e assegnati attraverso procedure trasparenti e tempi certi, dando una risposta concreta ai bisogni abitativi di chi vive e lavora nella nostra città.

Firmare la raccolta firme significa sostenere una richiesta semplice e giusta: utilizzare le case che già esistono per garantire il diritto all’abitare.