Un altro corriere di Amazon vince la contestazione disciplinare e annulla la richiesta danni da 500 euro

Telefono mostra carico lavoro consegne elevato

Un corriere impiegato da una ditta in appalto di Amazon, attiva presso il magazzino di Montacchiello a Pisa, ha ottenuto l’annullamento di una contestazione disciplinare con richiesta di risarcimento di 500 euro. Un caso che riflette dinamiche diffuse nella logistica, dove ritmi intensi, pressione produttiva e responsabilità ricadono su chi lavora. Il driver, con contratto a tempo determinato prorogato fino al 31 dicembre 2025, ha ricevuto la contestazione il 9 gennaio 2026, quando il rapporto era già terminato. L’episodio contestato risaliva al 20 dicembre ed era stato immediatamente segnalato.

Carichi di lavoro dei driver Amazon nella logistica

Per oltre 18 mesi il lavoratore ha effettuato consegne con carichi molto elevati: tra 150 e 160 al giorno, con un numero ancora maggiore di pacchi. Ritmi di questo tipo incidono direttamente sulle condizioni di lavoro. Il sistema Amazon crea una pressione costante tra una consegna e l’altra per i drivers, con la malsana prassi aziendale di chiamare il lavoratore a fine giornata per andare “in aiuto” ad altri colleghi nel prendere le loro consegne, così da rientrare con meno pacchi in station. La velocità imposta dal sistema e una logica assimilabile al cottimo aumentano il rischio di incidenti e infortuni, rendendo il lavoro fisicamente e mentalmente più gravoso. Ma l’articolo 2087 del Codice Civile stabilisce che il datore di lavoro deve garantire condizioni adeguate a tutelare salute e sicurezza, anche attraverso un’organizzazione sostenibile dei carichi di lavoro.

Contestazione disciplinare e richiesta danni al driver

La contestazione riguardava una lieve ammaccatura al paraurti posteriore del furgone aziendale, avvenuta durante il servizio e subito comunicata. Nonostante ciò, l’azienda ha richiesto 500 euro senza fornire preventivi, prove delle riparazioni o informazioni sulla copertura assicurativa del mezzo. Le richieste di risarcimento per danni ai mezzi aziendali, spesso attraverso franchigie o trattenute, si inseriscono in un sistema in cui il costo del rischio operativo viene in parte spostato sulla persona che svolge il lavoro. In questo modo, situazioni che dovrebbero rientrare nella normale gestione aziendale finiscono per avere conseguenze economiche dirette sui lavoratori.

Ricorso e decisione dell’Ispettorato del Lavoro di Pisa

Il lavoratore ha impugnato il provvedimento attivando una procedura di conciliazione e arbitrato presso l’Ispettorato Territoriale del Lavoro di Pisa. Il 28 aprile 2026 il collegio arbitrale ha accolto il ricorso, stabilendo che la richiesta economica non era adeguatamente motivata e che la contestazione risultava infondata. E’ stata infatti dichiarata inammissibile la contestazione disciplinare comminata al lavoratore dopo la fine del suo contratto! Questa motivazione risulta decisiva proprio per inceppare la pratica ricorrente di addebitare, soprattutto ai driver a scadenza, i costi dei danni ai furgoni. Questi driver infatti vengono assunti con contratti e proroghe fino al tempo dei 24 mesi, e poi messi a casa. Durante il periodo di lavoro vengono fatti “correre come matti” con carichi di lavoro enormi, con la speranza della stabilizzazione. E alla fine invece di un contratto a tempo indeterminato, si ritrovano con addebiti sulle buste paga e trattenute del TFR per presunti danni mai verificati! Questa storia deve terminare e questa vittoria rappresenta la possibilità di fare cambiare questo sistema ingiusto.

Logistica Amazon e appalti: un caso che riguarda tutto il settore

Questo episodio si inserisce in un modello organizzativo in cui il rischio operativo tende a ricadere sui driver, soprattutto nella filiera degli appalti e subappalti. In questo contesto, la gestione delle responsabilità e delle coperture assicurative non è sempre chiara, e situazioni ordinarie del lavoro possono trasformarsi in contestazioni economiche individuali.

Conclusione

La vicenda dimostra quanto sia importante conoscere i propri diritti. Le norme del Codice Civile, del CCNL e dello Statuto dei Lavoratori prevedono tutele precise che devono essere rispettate. All’interno della logistica e degli appalti Amazon si consolidano spesso dinamiche che rendono poco chiaro ciò che è un diritto e ciò che non lo è, soprattutto quando le informazioni non vengono condivise in modo trasparente.

Multi Sindacato Sociale è il sindacato dei e per i lavoratori, nato per fare chiarezza, rompere le zone d’ombra e tutelare concretamente chi lavora. La decisione conferma che difendersi è possibile. In situazioni simili, è fondamentale non affrontare il problema da soli e attivare tutti gli strumenti di tutela disponibili, perché solo lottando si possono far valere i propri diritti.

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