Vittoria per una cameriera di un ristorante di Via S. Maria

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UN MESSAGGIO PER TUTTE LE LAVORATRICI DELLA
RISTORAZIONE: IL NOSTRO SUDORE VA PAGATO!

Quella che segue è la testimonianza di una lavoratrice che grazie al proprio coraggio, alla presa di consapevolezza sui propri diritti e all’unione è riuscita a farsi pagare tutte le ore non retribuite da uno dei tanti titolari di ristoranti in città. La sua storia è la storia di tante e tante, che con Multi vogliamo cambiare, per avere giustizia come lavoratori e lavoratrici della ristorazione.

“Il posto dove lavoravo era un ristorante in Via S. Maria a Pisa. Il problema era che non mi pagava, ho fatto ore straordinarie e non mi dava i soldi. Quindi dopo che ho avuto vari episodi in cui ho chiesto i soldi, me li ha sempre dati a nero e a metà. 

Dopo che mi sono licenziata, anche lì voleva scamparsela e non mi voleva pagare.

Nel contratto avevo tre ore al giorno, ma in realtà ne facevo otto, nove anche dieci ore. Se le avessi avute dentro il contratto, avrei preso molti più soldi, più permessi, avrei accumulato ferie, più diritti. Questa è una cosa in cui insieme possiamo aiutarci. 

P.S. Ragazzi, segnatevi tutte le ore del lavoro che svolgete!

Con il sindacato MULTI siamo andati insieme dal titolare e abbiamo mostrato le ore lavorate e i soldi che mi spettavano. Abbiamo presentato tutte le ore, i supplementari oltre il contratto, il lavoro domenicale, i giorni di riposo, i festivi, il tfr: siamo riusciti a ottenere tutti i soldi. 

Ci ha fatto vincere l’unione. Se fossi stata da sola non avrei gestito bene la situazione. Prima di tutto ci ha aiutato la conoscenza dei diritti, contratto, buste paga.

L’unione rafforza l’obiettivo, non mi sono sentita da sola. Mi sono sentita che questo problema fosse condiviso con altre persone. Come se fosse il problema anche loro. Questa è la cosa più importante. É una cosa bella quando condividiamo il nostro problema con altre persone e lo prendono come se fosse loro. 

Ho iniziato a lavorare a sedici anni. La situazione è iniziata da allora e fino a oggi non me ne sono mai accorta: anche per bisogni economici, ho sempre accettato la situazione lavorativa che mi capitava. Però bisogna non sentirsi soli e urlare che insieme possiamo lottare per i nostri diritti e avere giustizia.

Se si presenta questo problema e non ci viene pagato il lavoro in cui mettiamo sudore, tempo, energie, vi invitiamo a stare attenti. Loro, i capi, ci devono pagare per quello che noi facciamo. Non vi dovete sentire soli o in colpa per chiedere i soldi che vi spettano. 

A volte ci mettiamo in una situazione in cui scappiamo dal problema, invece non funziona così: possiamo pretendere quello che ci spetta. 

Un messaggio per i giovani come me che lavorano nella ristorazione: se ci sentiamo “ignoranti” e non conosciamo i nostri diritti… In tal caso facciamoci aiutare per capire bene queste cose. Facciamoci spiegare e impariamo. Altrimenti non vieni pagato.”

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