Spesso sento mi dire: “Siamo nella stessa barca, bimba“, per significare che abbiamo la stessa situazione di difficoltà, gli stessi problemi… chiaramente smentisco questa cosa, che passa da verità. “Siamo nella Stessa Barca“, siamo tutti nel solito mondo sì, ma con differenze sostanziali. Basta ricordare il duro lavoro degli schiavi incatenati sulle navi che sotto tortura remavano sempre più forte per aumentare velocità. Nella stessa nave, barca , “Padroni” e “Schiavi” , con trattamenti privilegiati per i primi e disumani per gli altri. Passano e cambiano le generazioni, cambiano le forme di comunicazione, ma non cambia la violenza di uomini su altri uomini. Questo grido vuole essere sulla violenza sul lavoro, per smascherare quella frase allusiva e ormai normalizzata che “Siamo sulla stessa barca”.
Questo mio pensiero è scaturito ovviamente dalle mie esperienze personali lavorative (certo non sono uguali per tuttə, ma sono considerazioni nate dalle vicissitudini che vado a descrivere un po’ come sfogo personale, ma anche come denuncia). Sono ormai da 20 anni circa impiegata nel settore delle pulizie a vario titolo (Cooperative, Pubblico e Privato). Dopo così tanto teeeempoooo lavorato in vari ambiti, ho constatato a mie spese e a detta di tante colleghə che tal settore è sempre stato vessato e sfruttato alla massima potenza, anche nei tempi “delle vacche grasse”. A maggior ragione, come del resto in altri ambiti lavorativi, viene sempre usata la frase fatta: “Siamo in crisi, c’è la recessione, non ci sono soldi e bla bla bla…”. Come se con queste scuse si potessero giustificare atteggiamenti che vanno contro i diritti dei lavoratori, chiedendo sempre più sacrifici per poter mantenere una continuità occupazionale, con decurtazione ore lavorative, massima flessibilità e alienazione della dignità personale. Mi rimane comprensibile che il momento storico che stiamo attraversando non è dei migliori, vedi i vari problemi di carattere globale (guerre, instabilità politiche e insicurezza generale dello stato sociale). Sulla base di queste macro problematiche, come mai sono sempre solamenti gli anelli più deboli della società che devono resistere anche per i più forti?
Ad esempio nel mio caso specifico attuale, lavorando come addetta alle pulizie presso terzi, con contratto a tempo indeterminato attraverso contratti in appalto, ho visto negli ultimi tempi un susseguirsi di affidatari, i quali hanno in concordato con la committenza (o meno) variazioni delle clausole di contratto ordinario da me sottoscritto, nel quale mi spettavano 20 ore lavorative settimanali e sono diventate 13 ore settimanali. Sulla base delle loro esigenze hanno stravolto a loro piacimento il piano organizzativo – lavorativo che già con la riduzione da 20 a 13 ore rendeva difficoltoso l’adempimento delle mansioni a me assegnate,
ma io chi sono, Mary Poppins?
Forse si sono ridotti i metri quadrati?
Forse le ore non sono più composte da 60 minuti?
Il lavoro è forse diminuito rispetto a prima?
– Risposte scontate- NO! È tutto tale e quale a prima come sono le stesse richieste e le pretese a mio carico, vale a dire un buon adempimento del mio lavoro “ad opera d’arte”, come svolto da sempre. Voglio aggiungere che oltre a questa incongruità tra tempo e mole di lavoro, si aggiunge la scarsa capacità gestionale rispetto alle varie sedi lavorative, come se ci fosse scarsa comunicazione e trasparenza tra la committenza (concessionario) e l’affidatario, rispetto alla gestione del mio lavoro usandomi come una pallina da Ping Pong, non considerando quanto questo può arrecarmi un danno psico fisico oltre che peggiorare gli standard di vita e benefici.
Tutti questi fatti e considerazioni di certo non sono e non saranno una novità per voi che leggete. Mi dispiace pensare in quanti ci siamo trovati nella “ solita barca” con le solite ansie, la solita rabbia e la solita illusione che qualcosa domani possa andare meglio. Per questo resta il punto fermo che dietro ad uno sfogo o ad una denuncia ci deve essere un concetto di base: Lottare contro le ingiustizie e cercare di far capire a “tutti” che per stare sulla stessa barca ci vuole rispetto. LE ADDETTE DELLE PULIZIE VALGONO!
Per questo, come MULTI – Sindacato sociale, continuiamo a lottare, non con le chiacchiere ma con i fatti! Insieme… noi valiamo!


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