Ottenuti 6.500 euro di risarcimento
Nel settembre 2025 una lavoratrice impiegata nella filiera degli appalti collegati ad Amazon nel territorio pisano è stata licenziata con un messaggio WhatsApp, formalmente per mancato superamento del periodo di prova, dopo una sola giornata di malattia. “Siamo spiacenti di comunicarle che il periodo di prova non ha avuto esito positivo”: poche righe che chiudono un rapporto di lavoro e fotografano una condizione diffusa negli appalti della logistica
La lavoratrice proveniva da un percorso pluriennale di precarietà iniziato nel 2022 con contratti stagionali tramite agenzia nel magazzino di Pisa e proseguito dal 2023 nell’ultimo miglio con contratti part-time a termine, senza mai maturare una reale prospettiva di stabilizzazione a causa del continuo avvicendamento tra società in appalto. A ogni cambio di azienda l’anzianità si azzera e la possibilità di accedere alla stabilizzazione prevista dal contratto nazionale viene di fatto compromessa
Nel giugno 2025 era stata assunta dalla Levante Logistica Benefit con un contratto a tempo determinato di sei mesi nel quale era stato previsto un periodo di prova di tre mesi. Tale previsione è risultata non conforme alla normativa vigente, che stabilisce un limite massimo di due giorni di prova per ogni mese di contratto, pari nel caso specifico a dodici giorni complessivi.
Nel corso del rapporto sono inoltre emerse criticità nella gestione del part-time e nella
collocazione dell’orario di lavoro, con modifiche non coerenti con le disposizioni contrattuali.
A seguito del licenziamento la lavoratrice, con il supporto di MULTI sindacato sociale e del
proprio legale, ha promosso vertenza. Nel febbraio 2026, davanti al giudice, è stata riconosciuta l’illegittimità delle applicazioni contrattuali adottate dall’azienda. La controversia si è conclusa con un accordo conciliativo che prevede 6.500 euro netti di risarcimento e il pagamento integrale delle spese legali a carico dell’azienda
Il risultato ottenuto assume rilievo non solo individuale ma collettivo. La vertenza ha messo in evidenza criticità strutturali del sistema degli appalti nella logistica, caratterizzato da frequenti cambi di società affidatarie che determinano l’azzeramento dell’anzianità e ostacolano il raggiungimento dei requisiti per l’assunzione a tempo indeterminato. L’utilizzo improprio del periodo di prova, la gestione unilaterale della flessibilità nel part-time e la frammentazione dei rapporti di lavoro rappresentano nodi sindacali che richiedono un intervento costante di tutela e di contrattazione.
Con questa pronuncia si afferma un principio chiaro: il periodo di prova non può essere utilizzato come strumento di aggiramento delle garanzie contro i licenziamenti, l’organizzazione dell’orario nei contratti part-time deve rispettare le previsioni normative e contrattuali e il sistema degli appalti non può tradursi in un meccanismo permanente di precarizzazione.
Le regole devono essere rispettate e le responsabilità devono valere per tutti i soggetti della filiera.
MULTI – sindacato sociale continuerà a vigilare sulle condizioni di lavoro negli appalti collegati ad Amazon sul territorio e a sostenere tutte le lavoratrici e i lavoratori che intendano far valere i propri diritti nelle sedi opportune, rafforzando l’iniziativa collettiva contro un modello organizzativo che scarica la precarietà su chi lavora.


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