Questo grido dal Ramo Formazione tratterà in prima persona la storia di una studenta borsista e la sua esperienza con il gioco labirintico della borsa di studio.
È Settembre, come ogni anno concludo la domanda per la mia borsa di studio un giorno prima della scadenza. È sempre così difficile, mio papà ci mette tanto tempo a fare l’ISEE e ogni volta penso di non farcela in tempo, ma alla fine ci riesco. È una corsa all’ultimo minuto: se sfori di un giorno, anzi di un’ora, sei fuori.
Adesso non mi resta che aspettare di sapere i risultati: un mesetto, che sarà mai. Che poi non è un mese davvero, sono almeno due, i risultati veri arrivano a dicembre.
INIZIA IL GIOCO DEL BORSISTA!
Prima di entrare nel gioco vero, ci sono le fasi preliminari: sarò idonea o ho sbagliato qualcosa?
30 Settembre: sono uscite le graduatorie provvisorie.
Buone notizie! Sei risultata idonea.
Anche stavolta ho fatto tutto bene. Che ansia però, fino a Dicembre non so se sono vincitrice. Sono in posizione seimila quattrocento e qualcosa, non male, poteva andare peggio…
È il primo di Dicembre. Con un po’ di nodo in gola corro sul portale del DSU a vedere i risultati. Lo so che ogni anno sono vincitrice, e probabilmente lo sarò anche quest’anno, ma non si sa mai. Non è una certezza al 100%, e finché si tratta anche del 99% di vincere io avrò sempre paura dell’1% di possibilità di perdere.
- Che sfortuna! Sei idoneo non beneficiario → GAME OVER. Quest’anno dovrai cavartela da sola, ritenta il prossimo.
- Che fortuna! Sei vincitore
Ogni anno migliaia di studenti si ritrovano col fiato sospeso, da Luglio fino a Dicembre, nell’attesa di sapere se saranno o no vincitori della borsa di studio. Nonostante il DSU riesca a coprire un buon numero di studenti richiedenti, spesso tutti, non esiste mai una sicurezza e soprattutto ogni anno questa condizione può variare in base ai fondi di cui dispone l’azienda, che a volte sono molti pochi.
E quindi anche quest’anno alla fine ce l’ho fatta. Tiro un sospiro di sollievo.
Ma l’attesa non è ancora finita: la prima rata della borsa di studio viene erogata molto spesso verso la fine del mese.
Speriamo che quest’anno arrivi presto, mi rimangono pochi soldi sul conto, non so se riuscirò ad arrivare a fine mese senza chiedere un piccolo aiuto ai miei genitori. Stringo un po’ i denti e vado avanti.
Ogni volta mi sento in colpa perché finisco i soldi della borsa di studio prima ancora di ricevere la rata successiva. È così frustrante, ma la verità è che non sono moltissimi soldi quelli che mi danno, cosa dovrei fare? Non ho tempo per lavorare, devo dare gli esami. E poi, se lavorassi non potrei avere la borsa di studio.
L’unica soluzione è stare attenta e razionare i miei soldi mese per mese, ma a volte non è facile. E chiedere i soldi ai miei genitori per me è sempre uno strazio, perché so che non ne hanno molti.
Al primo anno è stato difficile. Dato che i primi soldi della borsa di studio ti arrivano a metà Novembre, devi avere un minimo di risparmi da parte per poter iniziare. Tra i 300 euro di tasse universitarie (da cui i borsisti non sono esclusi), i primi mesi di affitto (quando non stai ancora in residenza) e in generale i costi di vita, devi avere almeno un migliaio di euro da parte per stare tranquilla fino a Dicembre.
E chi ce li ha mille euro? Io ho fatto la cameriera tutta l’estate, altrimenti non li avevo. I miei genitori sicuramente li avrebbero messi per me, ma a che costo? Comunque, dopo essere risultatə vincitorə, il gioco non è ancora finito.
L’alloggio, ad esempio, non arriva da sé ma è anch’esso un intricato sistema di graduatorie e liste d’attesa.
Ora tira i dadi per sapere quando otterrai l’alloggio!
È uscito l’8: abbastanza fortunata, otto mesi di attesa, alcune persone devono aspettare anche dodici!
Io al primo anno ho atteso circa 8 mesi per l’alloggio. Nel frattempo stavo in affitto e il DSU mi mandava dei soldi, il cosiddetto “contributo affitto”, ma solo se avevo un affitto regolare e mandavo loro la ricevuta di pagamento, che comunque non è una cosa scontata.
Una mia amica ha dovuto attendere tutto l’anno, fino alla graduatoria di Settembre, che è l’ultima. Ma alcune persone non riescono a prenderlo nemmeno con quella e devono aspettare di fare nuovamente la domanda di borsa di studio per l’anno successivo per riuscire ad avere una camera.
Adesso gira la ruota per scoprire in quale residenza finirai, buona fortuna! Wow, sei finitə a PRATICELLI!
Non mi stupisco. Praticelli è la residenza più grande di tutte con i suoi 800 posti, ma è anche la più lontana dalla città. La probabilità di finire lì era altissima ma speravo comunque di meglio.
Sospiro, impacchetto le mie cose e mi preparo a trasferirmi in una stanza doppia di cinque metri quadri. Almeno è gratis. Tranne per la cauzione di 250 euro, ma tanto me la restituiscono tra tre anni.
L’ambiente è strano. Ci sono tante persone, tanti gruppetti già formati. Vedo ragazze e ragazzi di tante culture diverse e penso che sarebbe molto bello parlare insieme a loro e condividere tradizioni, lingue ed esperienze, ma ognuno sta col suo gruppo in un angolo che è sempre lo stesso, quasi come fosse il loro spazio prestabilito.
Anche la mia coinquilina non mi parla molto, si fa gli affari suoi e mi saluta quando entro in camera. Non mi lamento, c’è chi ha coinquilini che parlano troppo… Però io mi sento molto solə, stavo meglio con i miei coinquilini in casa.
Stringo ancora i denti, studio e vado avanti. È gratis, mi ripeto, va bene così.
È arrivato Luglio, è il momento di fare la domanda per il prossimo anno.
DOMANDA BORSA DI STUDIO 2026/2027 → Attenzione: puoi sbloccare la domanda solo se hai fatto un totale di: 25 cfu per il secondo anno, 80 cfu per il terzo.
Io devo passare al terzo anno, quindi ho dovuto totalizzare ottanta crediti. Ce l’ho fatta, ma è stata veramente dura. L’anno scorso in tutta tranquillità ne avevo fatti ventisei, facendo il minimo degli esami possibili. Non avevo letto bene il bando (di circa sessanta pagine) quindi per me è stata una bruttissima sorpresa, a Dicembre, scoprire che per passare al terzo anno dovevo arrivare a ottanta crediti e non a cinquanta, come pensavo. A partire da Gennaio tutto ciò che ho fatto per sei mesi è stato studiare.
Per fare questi crediti non puoi sfruttare l’appello di Settembre, che sarebbe in realtà l’ultimo appello regolare dell’anno accademico in corso, ma devi per forza conseguirli entro Luglio.
Avendo un appello in meno, ogni anno tantissimə borsistə si trovano costrettə a implorare lə docenti di poter partecipare agli appelli straordinari (riservati a categorie speciali come lavoratori, sportivi, ecc.) “illegalmente” perché altrimenti non riuscirebbero a fare tutti i crediti necessari. La nostra borsa di studio, quindi, dipende anche dalla gentilezza e dalla disponibilità di alcunə docenti. Ogni anno quindi tantissimə studentə perdono la borsa di studio proprio al secondo anno, perché passare da venticinque crediti a ottanta è un grandissimo salto che non tuttə riescono a fare.
Ma soprattutto avere ottanta crediti alla fine del secondo anno vuol dire essere quasi in pari con gli esami, una cosa abbastanza rara: questo significa che per essere borsistə alla fine dei conti devi essere anche unə studentə meritevole.
Raccolgo i miei ottanta crediti, ottenuti con fatica, e faccio la domanda per il prossimo anno.
Sono uscite le nuove graduatorie di quest’anno: il tuo posto in graduatoria è 7324. Non è il migliore, ma con 20 cfu in più puoi avanzare fino al numero 4532. Che peccato: non hai cfu in più da aggiungere, rimani al 7324.
Sono molto in bassa in graduatoria. Cavolo, se solo avessi dato quei due esami in più… Da qualche anno infatti il DSU ha deciso che i tuoi crediti valgono l’ottanta percento della tua posizione in graduatoria, mentre il tuo Isee vale solo il venti per cento.
Quasi nessuno sa questa cosa, dato che poche persone leggono il bando per intero, quindi in moltə si fermano ai crediti minimo per la borsa (che sono comunque tantissimi) e rischiano per questo motivo di finire in una posizione più bassa, come è successo a me. A questo punto devi solo sperare che il DSU riesca a coprire tutte le borse di studio, altrimenti avrai perso i tuoi soldi per colpa di due esami in meno.
Che fortuna, anche quest’anno sono riusciti a coprire almeno fino al mio numero: si ricomincia col gioco.
Aspetta ma… che succede?
IMPREVISTO!
Il DSU, grazie ai controlli della finanza, si è accorto dopo 6 mesi che hai sbagliato a calcolare il tuo ISEE ed esso supera la soglia massima di ben 103 euro. Ci dispiace, ma hai perso! Devi restituire tutti i soldi e pagare l’affitto per i mesi in cui sei statə in residenza.
GAME OVER
Le regole del DSU sono diventate in questo grido del popolo delle regole aleatorie e arbitrarie di un qualsiasi gioco di società. L’abbiamo fatto per sdrammatizzare, ma anche per farne capire la violenza. È anche un modo per chiederci: chi le decide? Devono essere per forza così queste regole così assurde? Se ci organizziamo per capire insieme quali sono le nostre esigenze, cosa potremmo avere?


