
Introduzione
Di seguito condividiamo un piccolo vademecum per conoscere alcuni aspetti del Contratto Multiservizi, uno dei contratti collettivi maggiormente utilizzati dalle aziende per mantenere noi lavoratrici e lavoratori in condizioni sfavorevoli, di maggiore ricattabilità e dipendenza dai ritmi e dalla fatica che spesso ci vengono imposte, rispetto a salari molto bassi. Questo contratto si trova ovunque, dalla sanità alle pulizie, dal facchinaggio al lavoro nei musei e nel turismo, dalle cooperative sociali alle mense universitarie: ognunƏ di noi potrebbe trovarsi, in quasi ogni contesto a lavorare con il Multiservizi. In questo vademecum parliamo di alcuni aspetti molto diffusi in chi è assunto part-time e/o a tempo determinato e su cui è importante essere informati: come funziona il lavoro supplementare, come funzionano le clausole elastiche, il consolidamento delle ore e il diritto di precedenza.
Il Multiservizi NON è un buon contratto, la cui applicazione ci garantisce un lavoro degno. Le sue regole sono ingiuste e spesso fonte di malessere e abuso sui noi lavoratori. É un contratto-truffa, inventato per sfruttare e ricattare meglio noi lavoratorƏ. Pensiamo che vada abolito e sostituito con contratti maggiormente dignitosi, sotto ogni punto di vista.
Questo non toglie che dobbiamo conoscerlo per combatterlo: il contratto prevede delle regole e spesso la solitudine, la paura e il ricatto, consentono alle aziende di NON APPLICARE neanche queste poche regole e moltiplicare l’ingiustizia. Insieme possiamo conoscere e informarci sui nostri diritti e sui doveri dei nostri datori di lavoro; insieme possiamo acquistare consapevolezza, imparare a fare rispettare le regole al meglio, al nostro massimo vantaggio, per costruire la forza e la fiducia di dire di NO, di pretendere giustizia, di recuperare salario e far pagare le aziende.
Con questa forza e orgoglio noi lavoratorƏ unitƏ in MULTI possiamo lottare per chiedere non solo il rispetto delle regole ma contratti nuovi, diversi, migliori.
Il lavoro supplementare è un istituto previsto per essere contingente e occasionale ma che in moltissimi lavori part-time diviene una parte necessaria per il raggiungimento di un reddito minimo “sufficiente”, laddove le paghe e i salari sono bassi e inadeguati per una vita dignitosa.
Lavoro supplementare sono considerate tutte le ore che lavoriamo oltre l’orario normale di lavoro previsto nel contratto di assunzione, ma entro le 40 ore settimanali. Quando lavoriamo part-time, quindi, facciamo di rado “straordinari”, che sono le ore lavorate oltre le 40 ore settimanali, quanto piuttosto “supplementari”. Per esempio, su un contratto a 20 ore, ogni ora dalla 21 alla 40 lavorata in più nell’arco della settimana è supplementare.
I padroni e le aziende hanno la cattiva abitudine di truffare i lavoratori e le lavoratrici, non riconoscendo economicamente questo lavoro o utilizzandolo come arma di ricatto (“se non ti comporti bene non ti do le ore”) e senza adeguare i contratti alle ore realmente lavorate. Ma conoscendo meglio i nostri diritti, possiamo battere questa prepotenza.
Il lavoro supplementare, come tutto quanto presentiamo in questo vademecum, è disciplinato dal D.lgs 81/2015, comunemente noto come Jobs Act, in particolare dall’Articolo 6. Questa legge, che ha precarizzato e reso ancora più difficile la nostra vita, prevede che il lavoro supplementare sia maggiorato in una certa percentuale e che non superi il 25% dell’orario base di un lavoratore.
Per fare un esempio, non è regolare che se si ha un contratto a 20 ore se ne lavorino sistematicamente 30: in questo caso possiamo rifiutarci di svolgere lavoro supplementare. La legge vuole che il datore di lavoro possa chiedere al massimo di aumentare di un quarto, dunque sino a 25 ore settimanali. Secondo il Jobs Act, il supplementare va maggiorato di una percentuale che ammonta almeno al 15%, salvo quanto previsto dai Contratto collettivo nazionale di riferimento.
Nel caso del Multiservizi, questa percentuale è del 28%: se un’ora fosse pagata 10 euro, un’ora supplementare dovrebbe essere pagata 12,80 euro, come stabilisce l’Articolo 33 del Contratto collettivo nazionale, che norma anche i paragrafi successivi.
La clausola elastica è uno degli strumenti più nocivi che le aziende hanno a disposizione per ricattare noi lavoratori e lavoratrici. Questa prevede che l’azienda possa modificare la collocazione dell’orario di lavoro o aumentarlo in durata. Per esempio, può chiederci di lavorare il pomeriggio di un giorno in cui da contratto siamo la mattina, oppure di trattenerci un’ora in più a lavoro. Ma questo potere, non è infinito, e noi lavoratori e lavoratrici abbiamo alcuni mezzi per difenderci:
Cosa devo sapere per difendermi dalla clausola elastica?
- Possiamo comunicare all’azienda che intendiamo revocare la nostra disponibilità alla clausola elastica (che di solito firmiamo con il contratto di assunzione) in caso di alcune esigenze personali (di salute, di studio, perchè si hanno altri lavori, genitorialità, motivi familiari).
- Possiamo rifiutarci di firmare le clausole elastiche: questo non dà diritto all’azienda di licenziarci in alcun modo.
- L’azienda ha l’obbligo di comunicare una qualsiasi variazione con un preavviso di almeno 48 ore allƏ dipendente.
- Le motivazioni dell’elasticità devono essere comprovate (stagionalità di un lavoro, intensificazione dei ritmi in un certo periodo etc.) e questo istituto non può essere impiegato in modo sistematico al posto di altri (per esempio, un aumento stabile delle ore contrattuali per il part-time) o per giustificare l’assenza di un orario di lavoro sul contratto.
Inoltre, qualcosa che le aziende “dimenticano” molto spesso, è che l’elasticità VA PAGATA! Non è un favore che facciamo ai datori di lavoro, ma un lavoro extra che deve essere remunerato.
Nel CCNL Multiservizi, infatti:
- Ogni ora lavorata fuori dal proprio orario di lavoro ed entro il monte ore settimanale prevede una maggiorazione del 10%. Per esempio, se lavoro a 20 ore settimanali e di queste ne lavoro 5 in un turno diverso da quello che ho scritto sul contratto, allora quelle 5 ore vanno maggiorate al 10%.
–10 euro di paga base = 11 euro maggiorata in busta paga - Ogni ora lavorata in più rispetto al monte ore settimanale e in regime di elasticità, va retribuita del 28% +1,5%, dunque del 29,5%. Il 28% è la maggiorazione prevista per il lavoro supplementare, perchè tale sarebbe ogni ora in più a quelle previste settimanalmente, a cui si aggiunge una ulteriore maggiorazione per l’elasticità. Se lavoro a 20 ore settimanali e una settimana mi viene chiesto di lavorarne 22, le due ore in più vanno maggiorate al 29,5%!
–10 euro di paga base = 12,95 euro maggiorata in busta paga
APRI LA BROCHURE PER LEGGERE LA TABELLA RIASSUNTIVA
Se il tuo datore di lavoro non paga, possiamo organizzarci per fare valere il contratto nazionale, pretendere una retribuzione giusta, chiedere i soldi indietro, ottenere orari stabili, impedire le comunicazioni dell’ultimo secondo. Il lavoro “elastico” non è mai gratuito e non siamo tenuti sempre a subire le variazioni orarie e i capricci delle aziende!
È pessima abitudine di aziende e cooperative varie che si approfittano della fatica dei lavoratori in numerosi settori della vita applicando il CCNL Multiservizi, di farci lavorare sistematicamente con lavoro supplementare. Ma il Contratto prevede che se si lavora sistematicamente più ore di quante ne preveda il nostro contratto di lavoro, possiamo pretendere e ottenere il consolidamento delle ore: ogni anno, le aziende hanno il dovere di incrementare i contratti di lavoro di almeno il 15% delle ore supplementari svolte durante l’anno, se queste hanno un carattere strutturale (cioè, se il lavoro supplementare avviene in modo sistematico). Non è molto, se pensiamo che su 10 ore di supplementare al mese, avremmo un incremento di almeno 1,5 ore nel contratto.
Se le aziende non fanno questo adeguamento annuale, a maggior ragione se sollecitate esplicitamente da delegati sindacali, sono tenute a incrementare del 30% l’orario contrattuale (se lavoro 15 ore, il contratto sale a 20 ore)! Essere richiamate a rispettare questo principio non è necessario: le aziende sono comunque tenute a fare una verifica annuale e consolidare, eventualmente, una parte delle ore supplementari.
Ma possiamo pretendere di più: se lavori in maniera stabile e continuativa più ore di quelle scritte sul contratto individuale e l’azienda non vuole consolidarti quelle ore, possiamo organizzarci e lottare. Ci possono aiutare diversi orientamenti della giurisprudenza, che afferma che ciò che conta è l’orario che di fatto si svolge a lavoro per stabilire che contratto debba essere fatto; così come il principio per cui nel CCNL il consolidamento è obbligatorio per ALMENO il 15%, quindi anche di più!
Ma soprattutto, con la forza dell’unione e del sindacato, possiamo rivendicare quello che è giusto: ed è giusto che il nostro lavoro non sia basato sul ricatto delle ore supplementari e che quelle ore ci vengano riconosciute e consolidate, se lo desideriamo!
Il Contratto Multiservizi, prevede che per i contratti a tempo determinato, i lavoratori possano avvalersi del diritto di precedenza. Di fronte a un comportamento spesso “usa e getta” delle aziende, che assumono per pochi mesi, per poi non rinnovare i dipendenti, assumerne di nuovi e mantenerci sempre ricattabili in attesa di un rinnovo, possiamo avvalerci di questo diritto. Fermo restando che la forma normale del Contratto di lavoro, richiamata anche da questo articolo del CCNL (Articolo 11), è a tempo indeterminato e che quindi in ogni caso il mancato rinnovo deve essere motivato e giustificato, possiamo far valere il Diritto di precedenza. Questo articolo prevede che per chi ha lavorato per almeno un anno a tempo determinato per un’azienda ha diritto di essere nuovamente assunto entro l’anno successivo a tempo indeterminato da quella stessa azienda e che ciò deve avvenire possibilmente nella stessa sede lavorativa e con le stesse mansioni.
Questo diritto va fatto presente in forma scritta all’azienda almeno sei mesi prima della scadenza del contratto; se il contratto è più breve, di carattere stagionale, va bene anche tre mesi prima.
Ma, in ogni caso, se le aziende ci sostituiscono senza valide ragioni, possiamo organizzarci e difenderci; quando le aziende abusano del potere di disporre di contratti a tempo determinato, a chiamata, interinali, organizzandoci con MULTI possiamo far valere i diritti fondamentali: far stabilizzare i nostri orari e consolidare il lavoro extra contro la precarietà, far valere il diritto a contratti fissi e con monte-ore definito laddove si utilizzando altri tipi di assunzioni
Ciò di cui abbiamo parlato è parte di quello che spetta di diritto, ma con il sindacato, con l’unione e la lotta possiamo sempre rivendicare condizioni di lavoro migliorative anche rispetto a quanto scritto sui contratti nazionali.
Non c’è limite se non la nostra volontà, intelligenza e forza collettiva a quanto possiamo desiderare e cambiare nei nostri posti di lavoro e nelle nostre vite.
