Basta rappresaglie contro gli interinali

sciopero dei lavoratori Brt a Pisa

Stato di agitazione a BRT Pisa.

Pisa, 8 gennaio 2026. Il ramo Logistica, Consumo e GDO del Multi – sindacato sociale apre il nuovo anno schierandosi al fianco dei lavoratori interinali del magazzino BRT di Madonna dell’Acqua, nel comune di San Giuliano Terme.

Da oltre un anno l’agenzia di somministrazione Universo fornisce manodopera ad AFS, appaltatrice di BRT per il servizio di picking, attraverso contratti a termine di un solo mese, rinnovati sistematicamente. Una pratica che ha prodotto precarietà strutturale, ricatto quotidiano e assenza di qualsiasi prospettiva di stabilizzazione.

Nel novembre 2025, i lavoratori interinali e quelli assunti direttamente da AFS hanno deciso di rompere il silenzio e di non subire più sfruttamento, insicurezza e condizioni di lavoro inaccettabili. È nato così uno sciopero accompagnato da un presidio permanente davanti al magazzino, durato otto giorni, che ha costretto aziende e responsabili a confrontarsi con la realtà che da tempo veniva ignorata.

Quella mobilitazione ha imposto il rispetto degli impegni contenuti nel cosiddetto Piano Galilei: bonifica degli appalti, miglioramento dei contratti, maggiore stabilità e condizioni di lavoro dignitose. L’accordo del 25 novembre ha rappresentato una prima vittoria, frutto esclusivo dell’unità e del coraggio dei lavoratori. Una vittoria parziale, perché la vertenza è tutt’altro che chiusa.

Il 31 dicembre, infatti, AFS e BRT hanno deciso di lasciare a casa tutti i lavoratori interinali che avevano partecipato allo sciopero, violando apertamente l’accordo sottoscritto. Una scelta punitiva e ritorsiva, resa ancora più grave dal fatto che quei lavoratori sono stati immediatamente sostituiti da altri, assunti tramite la stessa agenzia e con gli stessi contratti mensili. Il lavoro c’è, è continuativo. A cambiare sono solo le persone.

Siamo di fronte all’ennesima conferma di un uso sistematico e abusivo del lavoro interinale, fondato su turnover forzato, contratti a termine ripetuti e interruzioni arbitrarie, con l’unico obiettivo di evitare stabilizzazioni e responsabilità. Un modello che scarica tutto il rischio sui lavoratori e garantisce all’azienda la massima flessibilità, riducendo il lavoro a merce usa e getta.

I magazzinieri assunti direttamente da AFS si sono schierati fin da subito al fianco dei colleghi interinali, che svolgono le stesse mansioni senza però godere delle stesse tutele, della stessa continuità e della possibilità di programmare il proprio futuro. Il rinnovo mensile del contratto è un meccanismo di ricatto permanente, che costringe ad accettare qualsiasi condizione pur di sperare in una proroga.

Per mesi questi lavoratori hanno garantito piena disponibilità, adattandosi a orari comunicati spesso solo la sera prima tramite messaggi WhatsApp: turni anticipati alle 4:30, 5:00 o 5:30, in una totale incertezza organizzativa e personale. Tutto questo senza che la “flessibilità” dimostrata fosse mai riconosciuta o rispettata.

Questa mattina i lavoratori interinali sono tornati davanti al magazzino in cui hanno lavorato per quasi un anno. Ad accoglierli, la solidarietà dei colleghi, che hanno incrociato le braccia per un’ora e partecipato alla conferenza stampa convocata dal Multisindacato Sociale. Un messaggio chiaro è risuonato davanti ai cancelli: “Se toccano uno, toccano tutti.”

Per questi motivi abbiamo proclamato lo stato di agitazione. La determinazione dei lavoratori non si è fermata davanti alle intimidazioni e alle rappresaglie. Multi-sindacato Sociale porterà questa vertenza fino in fondo, utilizzando tutti gli strumenti sindacali e legali necessari per ottenere reintegri, risarcimenti e il rispetto dei diritti.

La lotta contro la precarietà, contro il sistema degli appalti e contro lo sfruttamento nella logistica continua. E non farà passi indietro.

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