FILIALE 117: un accordo con AFS, una tregua con BRT


Comunicato integrale di MULTI -SINDACATO SOCIALE

I punti

Dopo otto giorni di sciopero e presidio permanente, gli operai della logistica organizzati con MULTI – sindacato sociale hanno firmato un accordo, sottoscritto dal sindaco di San Giuliano Terme, Matteo Cecchelli, con i rappresentanti aziendali di AFS.

I punti contenuti nell’accordo sono:
1. L’aumento delle ore dei contratti di lavoro dei dipendenti del magazzino, che da anni lavoravano con contratti di due, tre o quattro ore, adeguandoli alle ore effettivamente svolte.

2. Il rinnovo dei contratti interinali — circa la metà dei dipendenti del magazzino — superando l’anno di durata.

3. Il rinnovo di uno su due dei contratti a termine in scadenza a fine novembre.

4. Il ricalcolo del PDR (premio di produzione e premio natalizio) sulle nuove ore contrattuali e l’estensione del PDR anche ai lavoratori interinali.

5. Una indennità economica tra 150 e 350 euro per i driver che hanno scioperato e che vedranno decurtato il PDR legato alla presenza nel periodo ottobre–dicembre.

6. La revoca della sospensione cautelativa inflitta al delegato sindacale Simone Galli, commutata in tre ore di sospensione, con immediato rientro al lavoro.

7. La messa a norma del magazzino e il ripristino delle condizioni di sicurezza legate all’efficientamento dell’impianto entro il 31/12 (lavori in corso).

8. La convocazione delle elezioni RSU entro 30–60 giorni.


I fatti

L’accordo è stato raggiunto alle 13:24 dopo una mattinata carica di emozioni e tensione. Alle 6 del mattino un gruppo di autisti, dopo sette giorni di sciopero, è entrato in magazzino rifiutandosi di svolgere le mansioni che l’azienda voleva assegnare loro al posto dei facchini in sciopero. Sono state ore di tensione ma anche di forte unità. Con il 100% di adesione allo sciopero, le operazioni di magazzino e di carico e scarico non potevano essere svolte. L’azienda ha quindi cercato di convincere alcuni autisti — soprattutto quelli a tempo determinato — a movimentare la merce. Anche i camionisti sono stati chiamati per spostare il trattore necessario ad avvicinare i container all’ingresso del capannone. Tutto ciò è stato impedito dalla determinazione degli scioperanti.

Dopo due ore di stallo sono arrivati i vertici di AFS e BRT, compresa la CEO Stefania Pezzetti. La rottura dello stallo è stata resa possibile dalla solidità delle ragioni dei lavoratori e dalla consapevolezza, maturata dopo molti giorni, che la forza lavoro era unita e non disposta a cedere ai ricatti. È importante sottolineare che questo accordo arriva all’ottavo giorno di sciopero, dopo due incontri in Prefettura in cui MULTI ha visto AFS e BRT ritirarsi dal confronto, e dopo un ulteriore incontro in sala giunta con il sindaco di San Giuliano Terme in collegamento con l’azienda. Ma soprattutto, dopo:

  • l’iscrizione in massa al sindacato MULTI della totalità dei facchini, compresi gli interinali, e di gran parte dei driver;
  • la negazione del confronto e delle relazioni sindacali di base da parte dell’azienda;
  • la sospensione del delegato sindacale durante lo stato di agitazione dovuto alla mancanza di sicurezza, e l’invio di otto lettere disciplinari;
  • l’intervento della polizia per intimidire lo sciopero e consentire la sostituzione illegittima degli scioperanti con nuovi interinali;
  • un’assemblea pubblica con oltre 200 persone, con la solidarietà di delegati e organizzazioni sindacali, e la presenza delle istituzioni comunali e regionali;
  • l’attenzione dei mezzi di informazione;
  • la denuncia da parte di MULTI dell’incompletezza del Piano Galileo, il piano di risanamento previsto da BRT per uscire dall’amministrazione giudiziaria;
  • la verifica, nella notte precedente nello HUB di Lavoria, che la merce destinata alla Filiale 117 non venisse più trasferita su altre filiali (Prato, Firenze);
  • l’allestimento di una tensostruttura da parte della Pubblica Assistenza, con il supporto dei consiglieri comunali e del sindaco, per far fronte a freddo, pioggia e vento: un grande segno di solidarietà e determinazione.

 Il punto di svolta

Il fattore decisivo, con migliaia di merci ferme che intasavano anche altri hub, è stato il non cedere né alla paura né alle pressioni, ma condurre una trattativa lucida, consapevoli delle proprie forze e delle debolezze della controparte. Il ricatto del licenziamento e della chiusura della filiale non è riuscito a funzionare perché tutti conoscevano l’importanza strategica della Filiale 117 e la difficoltà di spostare il lavoro su altre sedi. L’accordo è stato raggiunto alla presenza di tutte le istituzioni coinvolte; all’ingresso dell’azienda un colloquio tra gli scioperanti e l’amministratore di Afs ha chiarito la fattibilità dei punti, e la decisione nell’ottenerli.

Tuttavia, un punto importante della vertenza non è stato ancora ratificato: il diritto ad essere riconosciuti come Rappresentanza Sindacale Aziendale. Un diritto sostenuto da un tesseramento plebiscitario nel magazzino. Questa negazione, voluta da Fedit (l’associazione di tutte le aziende di trasporto e corrieri) e BRT per evitare precedenti replicabili in altre filiali — in un momento in cui rappresaglie contro delegati attivi sono già in corso (Genova, Parma) — apre scenari futuri. Il diritto di sciopero e il diritto ad essere rappresentati da sindacati non graditi all’azienda sono principi costituzionali. L’ottenimento dei risultati che hanno sbloccato il magazzino lo dimostra. Non esistono sindacati “illegali”: esistono sindacati ostacolati dalle aziende e sindacati graditi, ma questo è secondario. Ciò che conta è che il riconoscimento delle RSA diventerà presto una preoccupazione per Fedit e BRT, man mano che gli operai saranno costretti a utilizzare come pratica rivendicativa lo sciopero e i presidi permanenti; affinchè tutta la filiera venga risanata e i dividendi delle grandi multinazionali della logistica possano essere equamente redistribuiti tra chi ne garantisce la produzione. per questo parliamo di tregua, più che di accordo. Vedremo se chi ne ha già la titolarità — i sindacati confederali — convocheranno insieme a MULTI entro 30 giorni le elezioni RSU, strumento realmente democratico per scegliere i propri delegati.


Un segnale per tutta la logistica

Si parla di motivazioni e rivendicazioni che stanno al di sotto della soglia minima per una vita dignitosa, per uno stipendio sufficiente ai bisogni essenziali. Se la soglia di sopportazione dei lavoratori iscritti a MULTI è saltata così rapidamente, è perché la condizione riguarda ormai una parte crescente della filiera logistica e del delivery:
part-time involontari, contratti interinali, aumento dei carichi che sfiniscono e ammalano, gestione aziendale clientelare anziché meritocratica, dove si premia la fedeltà al capetto più che la capacità operaia di tenere in piedi l’intero sistema.

La Filiale 117 è stata un esempio di questo riscatto e MULTI non è nient’altro che nome collettivo di questo coraggio, che ha tanti volti, voci e lingue, e che continuerà a migliorare questa filiera, a umanizzare la logistica, socializzando le capacità operaie in una nuova intelligenza collettiva, al fine di risolvere i tanti problemi, dalla gestione delle rotte alle difficoltà su strada, dal rispetto del diritto alla salute alla promozione di nuove sistemi tecnici organizzativi più funzionali al lavoro. La rappresentanza sindacale per MULTI è un titolo conquistato dai propri delegati nell’essere stati capaci di non girarsi dall’altra parte di fronte ai problemi dei propri colleghi. Gli autisti l’hanno fatto con i magazzinieri. I dipendenti di AFS l’hanno fatto con gli interinali. Gli impiegati con gli operai. Una vera unione che farà bene alla riqualificazione reale della filiale 117 di BRT di Pisa. Perché qui, il Piano Galilei lo stanno realizzando gli operai.

MULTI – SINDACATO SOCIALE