Nel settore della cultura, ospitalità e del turismo le irregolarità contrattuali sono le più svariate, le forme in cui subiamo sfruttamento per il profitto della città vetrina innumerevoli. Ore di lavoro extra non pagate, scaricamento sul lavoro autonomo a partita IVA di responsabilità e che dovrebbero garantire posti a tempo indeterminato. Non corrispondenza tra mansioni e paga. Mancanza di diritti fondamentali quali la malattia e le ferie. Invisibilizzazione del lavoro svolto, e molto altro. La pretesa di una prestazione lavorativa di bella facciata spesso tenta di nascondere le reali condizioni lavorative di chi (per lavori stagionali o per il lavoro di una vita) si muove in questi settori. Addirittura tra colleghə stessə ancora troppo poco si sa dellə altrə. Difficilmente riusciamo a parlarci, anche in uno stesso posto di lavoro. E molto poco ancora si muove collettivamente in questo senso. In quest’ottica nasce questo questionario: farci riflettere insieme su come possiamo
migliorare le nostre vite a partire da condizioni che sono molto più diffuse di quanto crediamo e al tempo stesso reggono in piedi l’intero sistema culturale turistico di questa città. I questionari sono anonimi, puoi rispondere a ciò che vuoi, al fondo
c’è uno spazio per esprimere liberamente tutto ciò che non trovi nelle domande, ma che desideri condividere
Contribuisci online all’inchiesta (qui di seguito) o scaricalo qui cartaceo
Parte 2: Lavoratori dipendenti (compila solo se ti riguarda, sennò passa alla parte 3)
Si può rispondere anche se si lavora senza contratto tenendo conto dell’ “accordo” preso con il proprio datore di lavoro


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